Rendita o capitale? Come scegliere al pensionamento
Confrontate rendite vitalizie e prelievi in capitale: imposte, rischio, flessibilità e termini.
6 min di lettura · Previdenza & pensione
Al pensionamento dovete spesso decidere se ricevere la cassa pensione come rendita, capitale o in forma mista. La decisione è quasi irreversibile.
La rendita
Una rendita viene pagata a vita e spesso include una rendita per superstiti per il vostro partner. Viene tassata ogni anno come reddito ordinario. L’aliquota di conversione ne determina l’importo; molte casse applicano aliquote basse alla parte sovraobbligatoria, il che può rendere la rendita poco attraente.
Esempio con i valori predefiniti. Apri il calcolatore →
Il capitale
Il capitale è tassato una sola volta con aliquota ridotta e poi è vostro. Offre flessibilità e può essere ereditato, ma portate il rischio di investimento e di longevità. Scaglionare i prelievi su più anni di solito riduce l’imposta, perché le aliquote crescono con l’importo.
Domande da porsi
- L’AVS e le rendite copriranno i miei costi fissi?
- Per quanto potrei vivere? Pianificate fino a 90 anni e oltre.
- Quanto riceve il mio partner se muoio per primo?
- Qual è il termine per annunciare un prelievo in capitale (spesso 3–12 mesi prima del pensionamento)?
Soluzioni miste
Molti scelgono la rendita per la parte obbligatoria e il capitale per il resto: un reddito garantito copre l’essenziale e il resto mantiene flessibilità. Le persone sposate necessitano del consenso del coniuge per i prelievi in capitale.
Provate le cifre con il calcolatore dell’aliquota di conversione e il calcolatore della lacuna di reddito in pensione.